400 miliardi? Sì, 400 miliardi.

289Il Pres. del Cons. (il francesismo è compreso) a “Bersaglio Mobile” ci informa che dall’inizio della crisi gli italiani hanno aumentato di 400 miliardi i loro risparmi. 400 miliardi sottratti al circuito dei consumi e della domanda interna. Con conseguente attorcigliamento della crisi. Servirebbe, dice, un diverso atteggiamento volto alla fiducia e all’ottimismo. Forse. Anche. Anche. Ma non dovrebbe anche rivolgere un piccolo pensiero su come siano mal distribuite risorse, ricchezza, e redditi? E che il flusso del denaro circolare nel “verso sbagliato”? Verso chi, cioè, può permettersi il lusso di non spendere, anzi, di più, di risparmiare. Che è poi la storia tragica del nostro tempo e del nostro idiota sistema di capitalismo avanzato (avariato e marcio). Che è poi l’ennesima prova di come una seria redistribuzione di risorse, ricchezza, redditi, lavoro e tempi di lavoro sarebbe funzionale, non solo a una società più giusta, ma soprattutto a una società più equilibrata e meno conflittuale. Dove la parola “Progresso” ripiglierebbe il suo senso primigenio. Il “verso giusto”, “la volta buona” “adesso”. Quelle cose lì. Caro Pres. del Cons. ( francesismo compreso).

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L’evidenza e il senso boccalone della Politica

scarpe nuoveDa Il Fatto Quotidiano.it– La ricchezza di 85 “paperoni” è pari a quella della metà più povera del pianeta

Ecco. Ottantacinque (85,00) singoli individui contro (o pari a) tre miliardi (3.000.000.000,00) di persone. Caso mai occorresse dare una sbirciatina alle nostre gonze convinzioni di come funziona il mondo. Quando ci si consola con le sparate sui costi della casta ed altre simili facezie (per tacere d’idiozie). Insistendo sulle umane piccolitudini, tanto per dare sfogo al “senso della politica” di una lavandaia (o, a scelta, della portinaia, del viaggiatore nello scompartimento, del cliente del barbiere, dell’avvinazzato da osteria, del chiacchierone del bar sport… etc. etc.) indignandosi per la macchiolina invisibile che sta nell’angolino della cornice del quadro. Evitando ben bene di parlare della cornice e soprattutto del quadro. Desolante. Il quadro complessivo, s’intende. Quello che la Politica (sempre sia criticata) supportata dall’ignavia, dall’indifferenza, dall’ignoranza e dalla stupidità delle masse boccalone, nella banalità della sostanza, NON FA per dare un senso decente alla sua “ragione d’essere”. Che dovrebbe ALMENO consistere nell’organizzare una società e un mondo dove simili sconcezze (85 contro 3 miliardi) fossero almeno percepite come tali e ALMENO si cercassero le ragioni e i rimedi di tanta scandalosa oscenità. La POLITICA. Quello che FA. Tre miliardi di persone. 85 essere umani come Dei.

Quando basterebbe una scorreggia o anche un semplice rutto emesso all’unisono da quei 3.000.000.000 (miliardi) di persone per spazzarli (gli 85 Dei) per sempre (che poi tutti si muore e che forse la felicità o il semplice senso della vita abita altrove, lo sanno quegli 85?) dalla faccia di questa triste Terra.

 

L’odio feroce degli AnimaliAmo

 

Paula RosaDa La Repubblica.it- Giovane malata difende test su animali e riceve augurio di morte su Facebook

È che per gli altri, quelli che trovano altre consapevolezze rispetto agli animalisti stronzi e nazisti, in automatico viene il riflesso di immagine e di mente: Hitler e i suoi magnifici tedeschi pastori. Portati all’inferno (più inferno di quello da lui provocato?) con sé. Goebbels, moglie e figli. Lui, Eva e il cane. Il vegetariano. E boia, che più boia… Solo per ridire e riaffermare il banale concetto che, volendo spostare sul creato un ordinario discorso che non può non concentrarsi che sull’umano e sulle umane umanissime cose, è un attimo tracimare nella più pura ed evidente idiozia. Chi è che discrimina tra i diversi animali, le diverse creature (tutte col sacro diritto di vivere)? Chi, se non l’umana troppo umana arroganza? E quando le zecche, zanzare, topi, serpenti, i pidocchi ti infestano casa e capelli? Facile che anche l’animalista stronzo e nazista adotterà modi e maniere, anche forti, per sloggiarli. Un battere? Un virus? Un grosso purulento flemmone (dove proliferano colonie di creature -oh sì- fameliche di sangue e di vita , va da sé) sulla sinistra chiappa? Che forse si preferisce l’antibiotico sia minimamente testato su un sorcio o, vabbè, quello che sia … col rischio di ritrovarsene (di flemmoni) uno gemello sulla gemella chiappa? O no?  Si dà il caso che, di norma, dovendo scegliere di investire o il vecchio nonno stronzo e morente o l’adorato labrador, di norma si sacrifichi il cane. Si chiama banalmente: UMANITÀ. Sentimento evidentemente abbastanza sconosciuto alla varia umanità che pullula nei (a)social-network. Alla quale, (la varia disumana umanità) non pare vero di esercitare il proprio istinto animale fiero e belluino contro tutti quei “sadici” di ricercatori, che a lor dire (e a lordare) vivisezionano (l’abuso di questa orrenda e colpevole parola andrebbe penalmente perseguito: divieto assoluto di somministrare loro qualsivoglia tipo di farmaco testato sugli animali, of course) povere innocenti bestiole per puro divertimento o pura pigrizia.

Sì, animalisti talebani e nazisti.

Proprio così.

Ci sarà altra volta il west?

Da Il Sole24Ore.com – Calderoli in carcere da Martinelli, il sequestratore di Romano di Lombardia: «Debito di 44mila euro»

Non era – pare, diversi pareri –  dunque solo di 1000 (mille) euro il debito che l’evidente disperato (e forse un po’ coglione) aveva col fisco. Sembra comunque che la goccia che il vaso fece traboccare consistesse proprio in quei poco più di 1000 (mille) € (euro) che l’Agenzia delle Entrate gli intimava di pagare in virtù del mancato versamento del canone RAI. Mille euro che poteva raggranellare vendendo le sue due pistole e il suo fucilino a pompa, per dire. Ora interviene Calderoli. Lui sì che sa e che certamente ne saprà, essendo stato fino a l’altro ieri un esimio Ministro (non si rida, si pianga piuttosto) di questa, evidentemente ridicola, Repubblica. Solidarietà al matto o a quello che dà di matto. « Così, perché no?» deve essere la profonda motivazione del legaiolo leghista Ministro che fu.

È un atteggiamento largamente condiviso. In linea col trend ultimo di gran parte degli opinionisti quantistici italioti: coerenza un quanto al chilo , funzioni di particella od onda – onda mediatica, certo –

Spacciando, il sedicente politico, cretinismo di bassa Lega e portando il Paese alla rovina facendosi complice del tristo puttaniere miliardario. Nel nome del popolo che sentitamente li votava.

Spacciando, la sedicente informazione, conformismo e semplificatorie scorciatoie improntate alla pigrizia o alla totale mancanza di elaborato pensiero, onde per cui si attesta e si accoglie, senza alcun altro dubbio, esservi nel Paese un’ondata di disperazione di stretta derivazione economica che porta al suicidio. Seguiranno comitati, convegni , club, sindacati et similia di vedove indignate e straziate. Possibile nessuno mai che contempli, come seguito ad una tragedia, silenzioso rispettoso dolore e nulla più? O almeno il rifiuto alla immantinente intervista in TV? E dunque? Indignazione e rabbia e sconforto e disperazione? Fino a? Alla conseguente reazione? Magari potenzialmente violenta, già che ci si è,  se da esasperazione si parte?

Se si decide che vi sono atti di violenza commendevoli e condivisibili e si vuole venir meno al patto che assegna allo Stato il “monopolio della violenza” (è una semplice convenzione di civiltà e di comune convivenza) lo si dica e si assegni a ciascuno il diritto di portarsi la sua bella colt nella sua bella fondina. Vorrà dire che, tendenzialmente vincerà, in conseguenza dei ragionamenti da pistola, la pistola più veloce.

Aridateci Sergio Leone, beh.

Dio? C’è. Sui cavalcavia, come la Lega Nord

Da Il Fatto Quotidiano.it – Niente comunione a un bambino disabile. Il prete: “E’ incapace di intendere e volere”

Quando nella intransigenza del funzionario burocrate (o officiante di un ministero, che dir si voglia) si rivela la sostanza prima di cui è fatta certa FEDE. Incredula e incerta e malferma e tremula. Di sé. Della sua inconsapevole, eppur consapevole, evidentemente, infondatezza. Fino a ricorrere agli argomenti tipici di un ATEO:  se dio non può esistere per chi, per limiti psicofisici tutti suoi ma tutti ben inseriti nell’ambito del NATURALE, tale essendo tutto ciò che in NATURA esiste… e obiettare circa presunte anormalità da contrapporre ad una supposta (da chi?) normalità che inficerebbe un banale diritto (alla vita e a TUTTO quello che ad essa è connesso), se, si diceva, dio non può esistere se non per chi ha mezzi e strumenti e capacità e valori e talenti per, intellettualmente CONCEPIRLO, è più che evidente che dio NON può esistere per NESSUNO.

Tutto il resto che ne viene in nome della carità e della accoglienza e della buona umanità non fa che confermare come – appunto- non è di dio che andiamo vaneggiando coi nostri millenari bla bla… ma della nostra povera meschina piccola speventata UMANITÀ.

Già.

I giochi (e i giocatori anche) sono fatti ( e strafatti)

Da Avvenire.it- Bagnasco: gioco d’azzardo vera emergenza sociale

Quando i vescovi e in particolare il loro capo, ne imbroccano una, conviene rimarcarlo. Tanto rara cosa è: dalle tartufesche contestualizzazioni di bestemmie e blasfeme barzellette al supporto fornito a emeriti gaglioffi di Potere tramite appositi convivi. Tra bertoni e fisichelli e lombardi e viganò e via così tutti, a, a forza di melliflue gran sfregature di viscidissime mani, giostrarsi intorno a questioni più che temporali, tutte grondanti di viscosissimo POTERE… Così come conviene evidenziare il colpevole (giusto trattenersi un attimo da imbarazzanti, troppo qui ricorrenti, superlativi)  SILENZIO di Giovanardi e Gasparri (per dire di due cretini col patentino che hanno una assidua frequentazione di posti come San Patrignano –  come sostenitori e benefattori, che si pensava? – ) di fronte a questa nuova, più che legalizzata, DROGA.

Oh,

Dio? È momentaneamente assente.

Da La Repubblica.it – Messaggio blasfemo su Twitter: poeta arabo rischia la pena di morte

Blasfemia declinata in residui di barbarie ai confini della nostra triste contemporaneità. Cavando, al solito, sangue da (teste di) rapa. Insistendo nel grande inganno di un dio che – evidentemente – presiede ad una indefettibile e pur straordinaria e pur ordinaria forma di umana stupidità. Dalla notte dei tempi. Dalle umane albe e bestiali. Su fuochi e misteri e sogni dei morti. E, infine, della lenta costruzione delle parole intorno ad un vivere assurdo. Intorno a quel fuoco o a un altare, davanti ad un cippo o a una grotta, accovacciati o inginocchiati a inventarsi, all’uopo, un senso ultimo e definitivo. Richard Dawkins la chiama in un suo bel libro « L’Illusione di Dio ».

Ovviamente neanche immaginabile un appello a dare una scorsa, agli ottusi credenti (o credenti ottusi) portatori insani di menti e di fedi assurde, di resettare un pensiero che, per quanto mosso da sentimento sincero e d’afflato d’umanità, a questa imbarazzante impasse ci ha pure portati. Bislacchi pensatori, bizzarramente vestiti per darsi un’aura di, sovrumana o oltreumana, autorevolezza (alla stregua di imbarazzanti stregoni d’altri tempi ), che basandosi su palesi castronerie tratte da libri cui attribuire potere di indiscussa sacralità (?), arrogandosi arbitrariamente il diritto di insegnare l’ultima versione della assoluta verità e tutte le restanti cose del mondo al mondo dei restanti festanti e/o terrorizzati cretini…

« Continuiamo così, facciamoci del male » dice Nanni Moretti a proposito di chi non ha mai assaggiato la Sachertorte

😦

L’anno che avviene è già tra_passato

Da ANSA.it- Da Gheddafi a Sic, la top ten 2011 di ANSA.it
Le cose che si rincorrono instancabilmente ( e stanchi lo siamo e lo saremo e sbuffiamo, inevitabilmente ). Gli eventi a seppellire gli eventi. I successi che si succedono, e le morti e le vite e le disperazioni e le – per banale forza di vita, quella che s’impone a , senza gran meriti e grandi colpe, semplicemente insistere a vivere. Ormai affidandosi più alle abitudini a volte declinate in ossessioni. Senza rimettere davvero mai in vera discussione lo stanco corso del tempo, il senso delle cose che sono o che stanno o che si fanno, che si accettano, che, tacitamente accettandole, ci determinano. Fino alle viete assunte consuetudini. Idee, fatti, dispositivi, meccaniche, primi e secondi e terzi e ultimi fini, psicologie, concatenazioni logiche e illogiche, convinzioni, fedi, ritualità, principi, convincimenti, interpretazioni e chi più ne ha…
Il SISTEMA (si scandisce interiormente…  « scandirei » se l’uso della prima persona non fosse parzialmente bandito QUI, pena la pena e lo sconsolato intimo mugugno di un pur sbrindellato e relativistico Foro Interiore, beh)  sta procedendo imperterrito inesorabilmente verso la propria implosione.

Il SISTEMA
è quel che si voglia intendere
come tale
e
per tale.
(sia detto per irrilevante inciso)

Ingovernabile. In preda al delirio della dissoluzione. Vittima della follia e degli automatismi propri disposti dalla follia dei folli uomini a tale scopo. In un ineluttabile avvitamento. Non (non tanto, almeno) per l’interesse di alcuni contro l’interesse della gran parte. Non solo e non è tanto di questo che si dice…
Quello che sta succedendo e che spesso succede nella STORIA umana .è l’assoluta dipendenza e sottomissione della logica razionale all’imponderabile delle COSE così COME STANNO. Neanche (tanto) d’intenti criminali. Neanche (tanto) di vittime di interessi di parte. Neanche (tanto) in balia di una Spectre internazionale della speculazione. Neanche l’essere sotto mira di qualche civiltà extraterrestre con lo scopo di assoggettarci…
Solo la fatalistica, pigra, idiota accettazione di uno STATUS QUO di STUPIDITÀ che nessuno, ma proprio nessuno ha, in verità, stabilito. Del quale nessuno ne avrà, in fondo, gran beneficio.
E allora?

Sostiene Tartufo

041010052640_0Chernobyl-7Da Corriere della Sera.it-  Le generazioni prive di difesa di Maurizio Ferrera

Mistificando. Falsificando. Manipolando. Parole. Convenzioni. Dati. Come si è sempre fatto coi bambini scomodando babau e uomonero e orchi e lupi e selve oscure. Come da sempre si fa col popolo bambino ricorrendo a circonlocuzioni, perifrasi, arzigogoli per fargli ingoiare ogni tipo di rospo. Per infilargli, ove si voglia, con la maggior naturalezza e disinvolta eleganza ogni tipo di supposta. SOSTENIBILITÀ è stavolta la parola magica. Magari a volte ri_mediata in COMPATIBILITÀ. Oh sì. Piccoli fremiti quantistici ad indicare il vuoto annichilente che si esprime. Celiando. Un po’ per noia un po’ per non morir? Macché. Per far morire. Sostenendo la SOSTENIBILITÀ là dove crolla la minima umana LOGICA. Riuscendo a far intendere e a rendere sostenibile l’insostenibile e l’incompatibile. Facendo credere che i vantaggi (?) generazionali (?) degli uni (che si chiamano banalmente DIRITTI – nel senso di diritti acquisiti, come quelli generici dell’uomo a suo tempo sanciti da autorevoli civilissimi consessi )  sono in realtà PRIVILEGI scaricati e fatti pagare alle successive generazioni. Come si potrebbe altresì affermare che l’aria che le vecchie generazioni inalano e assimilano, restituendone dall’ossigeno prelevato del mefitico CO2, è aria egoisticamente e cinicamente sottratta a figli, nipoti, bisnipoti, pronipoti e via. Come si potrebbe sostenere (oh, SOSTENIBILITÀ) che le cure cui il vecchio (70enne minimo, ché appena ieri era un giovane virgulto ben idoneo a svolgere nel pieno delle sue possibilità qualsivoglia mansione) ricorre per il suo maledetto cancro sono risorse sottratte alla possibilità che figli e nipoti e bisnipoti e pronipoti e via, possano domani adeguatamente curarsi… I famosi privilegi, insomma, di quegli edili, metallurgici, infermieri, addetti alla catena, etc, tutti settantenni. Tutti con delle esosissime pensioni intorno ai 1000 euro… ma tu vedi. I famosi privilegi che le stesse attuali “giovani generazioni”accumuleranno nel percorso della loro fulgida carriera fatta di precariato, saltuarietà, contributi non versati e che condurrà loro, passati i 70anni (passati!), ad un assegno di pensione ben al di sotto di una qualsivoglia minima soglia di sopravvivenza, tiè.

Così. I famosi PRIVILEGI dei pezzenti di turno. All’infinito. Giocando sulle ragioni degli uni e contrapponendole fantasticamente a quelle degli altri. Sostituendo ai conflitti tra classi e/o comunque tra disparità economiche i conflitti (miserabili) tra generazioni. Onde non affrontare il banalissimo problema della stringente ineludibile necessità di una EQUA REDISTRIBUZIONE di RICCHEZZE, RISORSE, REDDITI, LAVORO, TEMPO LIBERATO. Senza la quale il SISTEMA idiota folle e catastrofico dato e indiscusso dalle preziose menti della nostra ineffabile intellettualità, eludendo le fondative domande sulla sua intrinseca logica e congruità, continuerà a mistificare, falsificare, manipolare.

Ingannando, distorcendo, imbrogliando.

Fino al totale collasso civile ed economico.

Comico, vero?

Libero e cazzaro

Da Libero.it-  (tramite Rassegna lavoro. Gov)-Togliete i libri alle donne torneranno a far figli

Ora, coerentemente ci si aspetta un disegno di legge che le obblighi al burqa. Andando per gradi ovviamente: velo, hijab, chador. Insomma, un dignitoso percorso. Camillo Langone. Un de_fogliante. Uno che ama vantarsi della propria repellenza sfoderandola ed esibendola verso tutte le cose del mondo: quello che, fuori dai suoi triti e balordi scemi schemi nel mondo da sempre accade. Tra l’altro il repellente (già detto? repetita…) estensore del simpatico articolo (vilmente mimetizzato da “provocazione “ ma va?) non ha mancato e non manca tutt’ora mai di rimarcare (parole sue) un “certo schifo” per gli omosessuali, una certa insofferenza verso il diverso da lui (« perfino un sincero xenofobo come me ha sbuffato…») . Ne rivendica il diritto (al ribrezzo). Se mai qualcuno lo abbia mai, non solo letto, ma anche intravisto… specie nel pieno di una straripante e poco edificante salivazione, bave)… Ecco, lombrosianamente ripugnante, “de visu” (intendendo con questo quello che si voglia, faccia compresa), lui stesso, particolarmente, è.

E pari siamo

#rimontiamo

Da Il Giornale.it- Ferrara, Sallusti e Feltri: “Andiamo subito a votare” Domani tutti a Milano

Giocano. Al solito. Secondo i loro ormai ammuffiti stilemi. Male che vada per il Paese a loro non toccherà che il solito annoiato o collerico sbuffo. Nemmeno dannunziani. Cretini come bambini cretini. Arrampicandosi sugli specchi delle loro rispettive frustrazioni. Passano il tempo a fare gli stupidi che tanto…

Detto questo e detto che l’opposto chiacchiericcio circa gli ammanicamenti del Prof: Mario Monti (anagramma: rimontiamo,veh) non si può negare poggi su qualche sensato argomento. E detto tutto il male circa la stupidità di un mondo costruito su degli assurdi logici che ne escono dai mezzi (finanza) che si fanno fini. I quali fini abbandonati a quella stessa logica finiscono col diventare mostri che tutto divorano fino alla auto-fagocitazione… bla bla. E ripetuto non da ora che quello a cui passivamente ormai si assiste è la resa totale della Politica all’Economia a gestire il mondo (il mondo affonda e la Politica non ha niente da mettersi).  E tutto il resto che si può dire. E le perplessità. E i dubbi. E gli stranguglioni e… e… e…

Uffa, però. Ossessionarsi sugli andamenti di tassi e spread (occavolo). Ripiegarsi sui particolari orografici  di questa strana orografia italica. Abbandonando i Tre_monti (lasciando i/le Colli alle loro strampalate vedovanze) ed affidandoci ai generici Monti. E Monti fatti senatori a vita. E Monti ricevuto al Colle. E… e… e…

Resta pure il fatto che l’ingombrante cadavere ancora non si toglie dall’imbarazzo (il nostro e del mondo tutto). Resta il fatto che ne abbiamo passate troppe. Abbiamo un DISPERATO bisogno di NORMALITÀ. E non ce ne può sinceramente fregare un beneamato ciuffolo di Goldman Sachs, Trilaterate, il Bilderberg, gli Illuminati, l’Aspen, la Massoneria e tutto il resto.

Tutto forse vero, ma intanto vogliamo uscire da questo incubo…

Poi…

Quello che acCade

Da LA STAMPA.i t- Borse in calo, Piazza Affari crolla – Spread record, interviene la Bce – La Marcegaglia: Paese sul baratro

Sul o nel baratro? Cambia? Cambia che si sia cominciato con « L’Italia è il Paese che amo» e si termini con « questo paese di merda » ? Che dopo che si siano usate parole per definire metaforicamente un clima, sia in un “clima” che più reale non si potrebbe? Dove la “macchina del fango” diviene lo stigma di un sincronico decadimento che malamente si parte (2001) da un morto in piazza di fuoco a Genova e a Genova finisce sotto il diluvio? Segni? Il solito dio junghiano? Che il promesso miracolo dell’ennesimo Cavaliere, uomo della Provvidenza, si riveli nel totale fallimento di un Paese? Che via via seguendo tracce e parole e sensi… appena guardando quello che il senso e le parole e le tracce ineludibilmente si trascinano. Nel dove e nel quando e finanche nel come. Qui. Senza scampo. Davanti alla (addirittura, a volte ancora giocosa, in un dramma infinito) propria immensa tragica immensamente reiterata stupidità.

Di un popolo.

L’alito leggero di un… TIR ( o un SUV, ma anche una Smart basta e avanza)

Lisette ModelDa Corriere della Sera.it (Milano- Cronaca ) – Donna travolta e uccisa da una betoniera

Toh? Giusto stamani. Cammino appena fuori (quasi sull’erba) dalla bianca striscia che delimita la carreggiata quel tanto che basta perché un camion mi sfiori dolcemente (a mezzo metro di un bestione di tir che se ne fa i 50 orari è cosa non simpatica del tutto, la strada è semiperiferia di un medio e mediocre paese padano, sic!). Proprio lì stanno due indifferenti auto di indifferenti Vigili chissà quanto urbani. Mi accosto e chiedo non sia prevista una minima distanza anche di lato per i veicoli che sorpassano bici e pedoni. Irridente il simpatico (?) vigile – chissà se urbano – mi dice che nulla è dal codice previsto su siffatta questione.

– Possono sfiorarmi allora? –
– Oddio, non lo so –
– Possono, nel caso, col movimento d’aria, farmi sbilanciare con la bici e farmi finire sotto le ruote? –
– Boh –
– Ma se non esiste una distanza da rispettare non che per questo loro lo possano tranquillamente fare… di guida pericolosa, almeno, si deve trattare –
– Mah –
– Posso starmene preoccupato?-
– Beh –
Mi guarda (il Vigile dal pensiero poco vigile) con un po’ di compatimento, come se pensasse “ma tu vedi come questo povero scemo si preoccupa della minuta gente che viene ammazzata per la strada da altra gente che lavora e ha fretta e poco tempo e voglia di scansare i cretini che ancora si attardano ad andare in bici o a piedi… se ne stessero a casa e non rompessero i coglioni… specie ai vigili che non sanno cosa rispondere a delle semplici domande sul come evitare che dei pedoni e dei ciclisti se ne faccia marmellata a piacere… beh

Ecco, appunto, beh.

Il proibizionista guercio è stupido (e a volte un criminale)

Da L’Espresso.it – Gioco d’azzardo: L’Italia ormai è come il Nevada

Ridendo e scherzando, come spesso si suole qui, e giocando. Magari cercando di approfondire i motivi per i quali questa antropologia si impone in questa banda di mondo che sempre ridendo e scherzando si è a cicli storici (ventennali anche e con qualche Ca… Ca… Cavaliere fracassone che ricorre, stranamente, veh)  giocata oltre che la propria libertà anche una gran bella porzione di una indefinita dignità. Primi nel mondo, mica cazzi. Giocati in anni 10 un quinto (400 miliardi, mica cazzi) dell’intero italico Debito Sovrano. Un soldino alla volta dentro l’infernale macchinetta mentre gli stupidi comprano il giornale e se ne vanno senza nemmeno un flebile tentativo di acchiappare la fortuna puttana che a nessun si nega. Grattando qui e vincendo (càpita) là. Ché, in effetti, nella legalità – si afferma nell’articolo – del monte-giocate un buon 70% ritorna , secondo una bislacca, e fortunosa sì, redistribuzione, ai giocatori. Una tassa – quanto mai equa ed intelligente e sommamente giusta – sulla stupidità. E, peraltro, sulla umana debolezza. Su chi potendo o meno, avendone o meno la possibilità, in preda a furori e a languori del tutto simili a chi si sbatte tra pusher e osterie a cercarsi la sua dose quotidiana d’eroina o alcool, butta la sua vita e quella di chi gli sta accanto, sul verde tavolaccio della sorte, anzi Sorte. Donne e uomini in preda di deliranti voglie – che in breve si trasformano in patetiche pretese – di ri_vincita contro il destino infame, febbrilmente alla ricerca del ultimo soldo e dell’ultima rovina… e via così.

Quello che ci si chiede: E Giovanardi?

iTribal

Da IL FOGLIO.it- ANDREA’S VERSION -13 ottobre 2011

E menomale che non coincide con la ricorrenza della scoperta dell’America. Appena appena in ritardo. Con l’eventualità sperabile che vi sia un doloroso fardello di autoironia nella sfilza di scempiaggini elencate dall’intelligentissimo fogliante (o foglista). Uno sguardo di disapprovante severità che lo colpisca allo specchio al mattino: aver per lustri (decenni, ormai) sopportato, peggio, supportato le grandiose schifezze (per limitarsi agli scritti e agli orali, generosamente tralasciando i crudi fatti) perpetrate nel corso di un tempo infame e crudele.

E che si credeva? Che irridendo e sputtanando ogni forma di minimo decente richiamo ad una minima decente esigenza di far prevalere la minima e decente intelligenza nell’ordinario vivere nostro e quotidiano, nel nome – nel caso degli intelligentissimi (già detto? ma va?) ed intrepidi opinionisti de Il Foglio di una superiore altra esigenza, di finissima altra necessità, di altra brillante occorrenza; nel nome – nel caso della populistica destra menefreghista e restante, allineata al corrivo giornaliero elogio della stupidità – di una esibita e vantata ignoranza da celebrarsi in nazionale modello… oh yeahhh

Che si credeva? Che il Paese che traesse un qualche miracolistico beneficio?

Scemi.