Dai mari e monti dei buffoni al mari_o_monti degli ipocriti

pensosi osserviamo il mondo

 

Da Huffingtonpost.it- Da Angelo Bagnasco a Comunione e Liberazione. La galassia cattolica si stringe intorno a Mario Monti

Beh, ma si capisce. Si spera che i tartufoni e i farisei si siano debitamente confessati all’uopo. Lui,  il tartufo abbastanza troppo disinvolto (già grande elettore dello sconcio B. che poi dovette rinnegare… e già le sue analisi politiche e mondane… beh…) nello spender parole che poi non manterrà. Loro i tartufi farisei che accolsero lo stesso sconcio e lo elevarono a modello per la nazione intera. I cardinali che giustificarono, si girarono dall’altra parte, contestualizzavano le di lui bestemmie, si intrattenevano in segreti e confidenziali conciliaboli (chez (tutta privata) Vespa ma anche altrove… oh i bertoni, i bagnaschi, e i papi in sedicesimo e tutti gli altri farisei… Ah, se dio ci fosse… ah, quanto è evidente che questi bottegai sono i primi a non crederci… ahi povera Italia e meschino e un poco miserabile il Vaticano…

Di satira e d’offese e di bizzarre (vecchissime) intolleranze altre

E della esigenza del bon ton, del buon gusto, del rispetto e, viceversa, dei luoghi comuni, del sessismo, del razzismo, della più o meno gratuita crudeltà del ridere: di quello che ci viene, di quello che  si può. Secondo non prestabiliti ordini. Tantomeno morali o amorali o immorali che siano. Fatti di quella strana materia che nell’intimo della profonda coscienza di ognuno, non conosce nessun limite che non stia nelle umane convenzioni. Del più e del meno, insomma. Ma anche dell’alto e del basso. Dell’esterno e dell’interno, del sacro e del profano dell’abominevole  e del sublime e via di lì…

Scrisse Spinoza.it «Grave il cardinale Martini. Potrebbe rimanerci dry».

Riccardo Chiaberge su fessbùk grida: vergogna!!! Un suo pedante commentatore dà dell’idiota a chi ride perché la battuta non fa ridere. Un altro scassacazzi (io) eccepisce sulla insindacabilità della comicità i cui canoni non li stabilisce né Pinco né Pallino né, tantomeno, un idiota che dà agli altri degli idioti perché ridono a modo loro e che al di là della evidente crudeltà che un certo tipo di comicità si trascina, non è del ridere che si tratta,. ma di una riconosciuta costruzione meramente tecnica della battuta. Ergo, si può provare un’umana vicinanza ed empatia e pietas col Cardinale e tuttavia riconoscere l’efficacia della battuta. Rincara, invece, la dose Chiaberge con una domandina niente male: cosa ci trovi da ridere (aridai), M……..o (io) , in un uomo che sta morendo di Parkinson? Rispondo che sono evidentemente dei matti (lui e il suo commentator cortese) oltre a degli illogici e ribadisco che in ogni discussione vanno tenuti ben distinti i diversi piani: l’opportunità o il buon gusto e tutte le altre nobili cose che stanno nell’animo umano ( anche in quello degli spietati battutisti ) non vanno confusi con l’analisi “tecnica” e l’efficacia di una azione e la pianto lì.

Poi le vignette. Anti islamiste a lor dire e a lordare. Di tanto tempo fa, quelle danesi. Dell’altro ieri, quelle francesi. Controreazioni a reazioni a sommosse sanguinose contro ogni parvenza d’occidente, reo (l’occidente, oh) di enumerare tra i suoi rappresentanti, di tutto un po’ (si chiamerebbe LIBERTÀ). Ivi compreso qualche oscuro demente che solo ad aizzare mute latranti di fanatici, pare trovar linfa di sua, evidentemente poverissima , vita. Ivi certamente non compreso chi per sue idee ed opinioni e per la sua sacrosanta libertà d’esprimerle s’è preso da pazzi esaltati  e invasati (che pro tempore, tra l’altro, stanno alla guida di un Paese di una certa importanza, beh) la solita fatwa: con rispettiva apposita ricompensa a chi semplicemente trova modo di ammazzarlo il soggetto di tanto “vilipendio” (si notino le virgolette, occazzo).

Poi altra vignetta. Nazionale, questa. Di Vauro sulla ministra Fornero. E della conseguente accusa di sessismo in quanto appoggiata su stereotipi che si rifanno ad un’immagine pregiudiziale della donna… etc etc.

Allora? Allora sull’opportunità e sulle ricadute di una vignetta o di una battuta si può discutere, sulla sua efficacia (le vignette sono scarse, Vauro non fa ridere), no.

Se la ministra Fornero si rendesse conto della mazzata data in testa alle donne (costringendole ai lavori FORZATI fino ai 67 anni) potrebbe considerare la vignetta poca cosa. Oltre al fatto che, da una ministra che attende uno squillo al successivo passo, ministro squillo, logicamente (una logica che si rifà ad antiche e comprovate consuetudini di un qualche decennio fa; prostituzione, prettamente femminile, a mezzo di telefono, beh) nulla osta. Nemmeno il “garbo di genere”. La stessa cattiveria insolente che normalmente si esercita sul nanismo di Brunetta (qui s’è scritto senza vergogna del MINI_STROnzo), sull’intelligenza del Trota, sugli accenti di Bersani o di Vendola, sulla faccia poco intelligente di Gasparri, sui capelli (?) di Berlusconi… ecc. ecc. Per dire che se il nano è un potente con l’aggravante dell’arroganza, tutto si può…

In quanto alle religioni permalose: Per fermarsi ai monoteisti (basta e avanza, oh se avanza): chi (islam) passando alle vie di fatto seduta stante, chi (cristiani) rimpiangendo i vecchi tempi dell’inquisizione, chi (ebrei) nascondendosi dietro il (legittimo, con qualche limite e misura) tabù dell’antisemitismo, nessuno dovrebbe permettersi di nulla dire, nessuna critica ammessa, nessuna ironia, niente.

Verso quelli che, direttamente o meno, SEMPRE, nella Storia hanno imposto e usi e costumi e comportamenti consoni e rispettosi dei loro esclusivi canoni e delle loro esclusive disposizioni.

Imposto con una qualche (non esattamente trascorsa) violenza. Imposto attraverso, non il libero convincimento che promanasse dalla libera fede di ciascuno. Macché. Attraverso l’implacabile violenza bieca e sorda e cieca del Potere.

E se cominciassimo a, RECIPROCAMENTE, rispettarci per DAVVERO?

Dio? C’è. Sui cavalcavia, come la Lega Nord

Da Il Fatto Quotidiano.it – Niente comunione a un bambino disabile. Il prete: “E’ incapace di intendere e volere”

Quando nella intransigenza del funzionario burocrate (o officiante di un ministero, che dir si voglia) si rivela la sostanza prima di cui è fatta certa FEDE. Incredula e incerta e malferma e tremula. Di sé. Della sua inconsapevole, eppur consapevole, evidentemente, infondatezza. Fino a ricorrere agli argomenti tipici di un ATEO:  se dio non può esistere per chi, per limiti psicofisici tutti suoi ma tutti ben inseriti nell’ambito del NATURALE, tale essendo tutto ciò che in NATURA esiste… e obiettare circa presunte anormalità da contrapporre ad una supposta (da chi?) normalità che inficerebbe un banale diritto (alla vita e a TUTTO quello che ad essa è connesso), se, si diceva, dio non può esistere se non per chi ha mezzi e strumenti e capacità e valori e talenti per, intellettualmente CONCEPIRLO, è più che evidente che dio NON può esistere per NESSUNO.

Tutto il resto che ne viene in nome della carità e della accoglienza e della buona umanità non fa che confermare come – appunto- non è di dio che andiamo vaneggiando coi nostri millenari bla bla… ma della nostra povera meschina piccola speventata UMANITÀ.

Già.

Dio? È momentaneamente assente.

Da La Repubblica.it – Messaggio blasfemo su Twitter: poeta arabo rischia la pena di morte

Blasfemia declinata in residui di barbarie ai confini della nostra triste contemporaneità. Cavando, al solito, sangue da (teste di) rapa. Insistendo nel grande inganno di un dio che – evidentemente – presiede ad una indefettibile e pur straordinaria e pur ordinaria forma di umana stupidità. Dalla notte dei tempi. Dalle umane albe e bestiali. Su fuochi e misteri e sogni dei morti. E, infine, della lenta costruzione delle parole intorno ad un vivere assurdo. Intorno a quel fuoco o a un altare, davanti ad un cippo o a una grotta, accovacciati o inginocchiati a inventarsi, all’uopo, un senso ultimo e definitivo. Richard Dawkins la chiama in un suo bel libro « L’Illusione di Dio ».

Ovviamente neanche immaginabile un appello a dare una scorsa, agli ottusi credenti (o credenti ottusi) portatori insani di menti e di fedi assurde, di resettare un pensiero che, per quanto mosso da sentimento sincero e d’afflato d’umanità, a questa imbarazzante impasse ci ha pure portati. Bislacchi pensatori, bizzarramente vestiti per darsi un’aura di, sovrumana o oltreumana, autorevolezza (alla stregua di imbarazzanti stregoni d’altri tempi ), che basandosi su palesi castronerie tratte da libri cui attribuire potere di indiscussa sacralità (?), arrogandosi arbitrariamente il diritto di insegnare l’ultima versione della assoluta verità e tutte le restanti cose del mondo al mondo dei restanti festanti e/o terrorizzati cretini…

« Continuiamo così, facciamoci del male » dice Nanni Moretti a proposito di chi non ha mai assaggiato la Sachertorte

😦