Dove si va?

 

dove si vaMa, non meno importante, da dove si viene?

Da l’Unità.it – Forconi, ultimo delirio anti-ebrei «Hitler? Pazzo, ma si è vendicato»

Cosa pensare? Che dire? Chi mai sono questi? Da dove ricavano le loro idee? E quali sono per sommi capi i loro riferimenti? Ché certo li avranno, dato che, nessuno, raggiunta l’età della ragione, si può definire ideologicamente vergine. E soprattutto che fare? Bella ultima domanda. Magari lasciare che brucino, assaltino, impicchino il solito sfigato, taglino teste, seminino il caos, abbattano l’abbattibile. Che poi, rideremo (oh sì, o oh no?) del “poi”. Che alla fine, quando sarà il tempo di rimuovere le macerie e spazzare la cenere e ristabilire un minimo di ordine (quel tanto che basta per banalmente amministrare la cosa pubblica: pagare stipendi e pensioni, riempire le buche stradali, organizzare scuola e sanità, cose così…)  e un qualche tipo di rappresentanza i “nuovi” vincitori se lo dovranno pur scegliere, scopriremo la tragica storica ironia del Potere. Che scacciato dalla finestra rientra, bello e pimpante e più truce di prima, dalla porta. Ci sarà da ridere (ma forse da piangere) quando ci accorgeremo che ad un potere segue un nuovo (spesso vecchissimo) Potere. Vecchissima storia (e insegnamento della Storia) che poi queste cosette ben rappresentino il punto finale del lamento plebeo (privo di ogni minima elaborazione culturale, quello da osteria e da bar sport, per intenderci) che in altri luoghi e tempi e contesti ha portato a populismi e fascismi vari…                                                                                                                                                                                                                                                                               Il Il suggello finale, stavolta, del becero berluscon-leghismo che ancora una volta (dopo Mussolini e, con esiti meno letali, “Fronte dell’Uomo Qualunque” del dopoguerra e altri, ormai dimenticati, patetici tentativi) ha dato dignità politica (la Politica non è che una semplice convenzione di regole condivise per gestire la comunità) alle pulsioni più primitive e viscerali (più popolume che popolo) facendo leva sul pensiero “basso” tutto proiettato alla semplificazione destrorsa secondo i cui stilemi ogni “altro da te” (dai terroni ai marocchini agli stranieri tutti, dalle caste intellettuali, politiche e sindacali all’Europa, dai “garantiti” ai detenuti, dagli ebrei agli zingari e via andare…) è portatore di un qualche privilegio e dunque nemico da abbattere. Triste trionfo dell’eterno rancore dei miserabili (con tutte le giustificazione del caso, certo, per quel che riguarda quelli “economici”, con nessuna giustificazione per quelli semplicemente gretti d’anima) e della umana meschinità.

Forza Italia. 😦

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L’Arco di Tonfo.

arco di tronfio

Da Corriere della Sera.it -Berlusconi fa dimettere i suoi ministri-

La rivoluzione non si farà: oggi oltre al campionato di calcio ci sono pure i mondiali di ciclismo e il Moto GP. E sarebbe comunque di una infima minoranza contro altre infime, e nemiche tra loro, minoranze: siamo in perenne guerra di tutti contro tutti, ogni fazione graniticamente ed inconciliabilmente convinta delle proprie ragioni e dello schifezza di quelle altrui. Intanto domani inizieranno le danze macabre dei “mercati” col probabile risultato finale di un commissariamento della “troika” (comunque la si pensi circa l’abbandono di sovranità di una Nazione). Dal declino e dal decadimento di un uomo siamo al decadimento di una nazione e del suo popolo. Naturalmente ogni fazione proporrà la sua ricetta miracolosa: “vincerà” (relativamente) chi meglio interpreterà non i veri bisogni della gente ma le sue (della gente e le proprie) peristalsi. Ne uscirà o una grande scorreggia o una grande cagata. Forse uscita dall’euro. Cioè, nel breve periodo, perdita di valore della “nuova lira, dimezzamento di stipendi e pensioni, povertà diffusa. Forse Grecia o forse Siria. Consola (si fa per dire) almeno il fatto da un simile disastro non si salverà nessuno (salvo i ricconi che potranno espatriare coi loro gruzzoli). Non si salveranno nemmeno i soloni furbi e cinici (ideologhi del peggio, opinionisti fuori dal mondo, masanielli e ras e capipopolo che al di là di rabbie e di livori inconcludenti nulla sanno proporre) che guardano a questo sfacelo con un sopracciglio alzato e smorfia di compiacimento.
Nella scena finale di “Caccia a Ottobre Rosso” i marinai del sommergibile russo, un attimo prima di essere colpiti e affondati dal missile americano si rivolgono al loro comandante con un: – Sei contento, stronzo? Ci hai ammazzati-
Ecco.

Folle folli e fole

igor MorskiDa www.vice.com- COME GRILLO E CASALEGGIO HANNO TRASFORMATO INTERNET IN RETE 4

Che è vero. Che quegli otto milioni abbondanti di voti non si spiegano con le solite trite quattro stronzate fatte di luoghi comuni e leggende metropolitan-internettiane alle quali i cosiddetti analisti della società sono tanto ma tanto da sempre affezionati. Mentre è il solito banale ammuffito noiosissimo problema della democrazia come strumento e modo decisionale: dare voce alla universalità del popolo. Lasciando esprimere la totalità degli elettori, ovviamente. Che sono, tuttavia, nella loro gran parte da sempre votati a votare e a votarsi alla scorciatoie semplificatrici di “pancia”. Basta gettar loro come ai cani gli ossi, pochi temi basilari fondati sul naturale rancore che ogni “semplice cittadino” (fantastica mitologica figura che ogni furfante di questo mondo senza alcuna difficoltà  e senza nessun senso critico, con una estrema facilità identifica con sé stesso) non può non provare verso chi, per ruolo od elezione, si frappone fra lui e “la sua libertà”. E “il suo diritto”.  Libertà e diritto di essere “individuo totale” che in quanto tale non risponde ad una comunità e al mondo che gli sta intorno ma solo ai cazzacci suoi. Nemico suo sarà il vigile che gli appioppa la multa per la macchina in doppia fila; l’impiegata del Comune che gli chiede una sfilza di inutili documenti e che, di là dal vetro, sembra godere delle complicazioni e delle perdite di tempo che inutilmente gli infligge; il parlamentare che dal sacro trono dei suoi evidenti privilegi  pontifica in tv sui sacrifici da sopportare; tutti gli altri che, facenti parte di una qualsivoglia casta (è il mood), impediscono con tasse, sprechi, intrallazzi, interessi personali etc., al normale cittadino… con quel che segue…

Democrazia, dunque, come accesso facile e facilitato e tutto facilone alla complessità. Come è sempre stato da quando ci si affida all’intelligenza e alla consapevolezza delle masse per trovare una direzione da dare al governo delle cose.

Gli è che di quando in quando il tempo che si vive, per vie ordinarie e spesso abbastanza infami, si esprime con una qualche, più o meno pregevole, rottura. Gli è che quello che un tempo non era possibile ad certo momento lo diventa. Il clima di continenza che per anni aveva impedito ai partiti politici (salvo brevi fugaci fiammate) di intraprendere questa via facile (e indecente) al consenso d’un tratto… D’un tratto cade un muro. D’un tratto matura quel s’è seminato in termini di cultura diffusa. D’un tratto viene sdoganata la facile (tele)visione sfrondata dalla fatica di ogni altra elaborazione. Sono sdoganati l’ammicco greve, la risata crassa, la bava dell’urlo rabbioso, gli sputi e gli schiaffi (metaforici o meno). D’un tratto saltano i freni inibitori e quel che non si diceva per minima convenzione se non nei bar sport e nella avvinazzate osterie di paese e nei ritrovi famigliari di nascosto dai bambini, d’un tratto, come per scellerato sortilegio, d’un tratto viene legittimato. La politica ripristina la discriminazione. Tout court. La legittima. Ad uso del popolo. Per biechi e volgarissimi motivi di miserabile consenso. Tutta la volgarità, tutta la trivialità, tutta la bassezza, spesso condite da pura crudeltà travestita da “provocazione”, vengono squadernate e consegnate al popolo a che ne faccia scempio di ogni forma di civile convivenza. Peggio, la stessa civile convivenza finisce nel tritacarne della irrisione per cui ogni riferimento ad essa finisce col cadere nella trita categoria del “buonismo”.

Il cattivismo assurge a modello giustificativo d’ogni rancore. Di chiunque verso chiunque. Senza elaborazione culturale anche l’odio, invece che ad un preciso indirizzo di giustificabile rivolta verso chi veramente lo merita, si proietta in sterile indefinito (ri)sentimento e irrazionalità fine a se stessa. Ogni motivo di ribellione viene attratto nel gorgo dell’inconcludente malanimo. Si fa mormorio plebeo, si fa brusio astioso, si fa chiacchiera triviale.

Indistinto  rifiuto di TUTTO.

Il cerchio si chiude.

Si farà la guerra marcondirondera???

Da Corriere della Sera.i t- Di Paola: i supercaccia non si toccano. Tuteliamo investimenti e 10 mila posti

Magari un parco EOLICO o FOTOVOLTAICO di pari valore produrrebbe maggiori e MIGLIORI posti di lavoro. E sarebbe meglio e prima AMMORTIZZATO. Se mai un cacciabombardiere o una portaerei possano mai essere in un qualche modo ammortizzati se non bombardando e trasportando truppe e cacciabombardieri esclusivamente atti a bombardare. E sarebbe strategicamente provvidenziale e vantaggioso: ridurrebbe di gran lunga la nostra dipendenza da altre fonti importate ad alto costo. E toglierebbe argomenti (peraltro ragionevoli) circa la ancora bassa produttività di tali fonti energetiche: in sostituzione di sistemi d’arma, tutto (TUTTO) assume la invidiabile caratteristica di ineguagliabile CONVENIENZA, vista la evidente TOTALE mancanza di produttività di strumenti di morte e in assenza di REALI minacce da parte di Stati avversi…

È palese che siamo, irresponsabilmente, dei poveri MATTI.

A volte (si fa per dire) i mai andati ritornano.

Da l’Unità.it – Berlusconi (ri)scende in campo. Panico e incertezza tra i pidiellini.

Non siamo alla tragica comicità del mai troppo rimpianto “Cuore”: « Scatta l’ora legale, panico tra i socialisti»; siamo alla letterale FINEDELMONDO… Un novello Erostrato, probabilmente, che per dare un senso alla sua POVERA esistenza non si fa scrupolo di provare ad incendiare il MONDO. Anche se… Se non altro, in questo caso,  la controparte (complicato chiamarla sinistra o centrosinistra, ma qualunque cosa sia, avrà la dignità d’essere l’opposto della tragica e ridicola ignobiltà che si (ri)trova contro), risparmierà su pubblicità e comunicazione: basterà prendere gli spot del cavaliere puttaniere e riproporli pari pari senza nessuna aggiunta. Se il popolo non è poi quel gran coglione che pure s’è sempre dimostrato, almeno stavolta, almeno dopo l’evidenza dell’avvenuto disastro dopo le cure di tanto rovinoso ometto… Beh, dovrebbe essere una passeggiata…

Dovrebbe…

😦

Se piangi se ridi (Solo in Festi-val…).

Da IL FOGLIO.it- Quella inutile lezione della Merkel e di Sarkozy

Fa quasi tenerezza la pervicace patetica insistenza del buon Ferrara a, puntigliosamente ( per sua personale – di Ferrara, Giuliano, non  la città – vanitas più che per stima o affetto o chissà cos’altro ), incitare il suo triste eroe ad un moto di riscatto risolutore e a difenderlo da un suo (di Ferrara, Giuliano, non la città) altro, già trapassato idoletto. È un vezzo e un vizio insito nell’intima natura di questo grosso italico intellettuale quello di abbracciare e di pugnalare alla schiena con pari libidine ogni forma di causa persa  (e a volte indecente) e averne la gran faccia tosta e la azzeccagarbugliesca dialettica di vantarsene senza mai provarne un filino di vergogna. Maestro e gran trascinatore, in questo, occorre ammetterlo, e iniziatore di un diffusissimo stronzissimo Pensiero.

Che poi – nel merito – per la verità i due allegri reggenti non è che avrebbero gran motivo di ridere (a parte l’italico pagliaccio). Infatti sia la Merkel che il pari buffone Sarkozy hanno di gran lunga meno possibilità di un FUTURO (politico, s’intende) di quante ne abbia il ciarlatano nostro plutocrate. Purtroppo per noi. Ma che come POPOLO ce lo meritiamo tutto. I francesi e i tedeschi per molto meno difficilmente rieleggeranno i loro attuali governanti. Noi no. Una adeguata campagna pubblicitaria e come niente ce lo ritroviamo per un altro triste lustro. Salvo sodomizzarlo con un bastone… POI. Solo poi, bestialmente e vilmente poi, come hanno fatto i servi libici ribelli col loro, già venerato, conducator.

La pace sia con noi.