Cuore, bile e in_testini

prigionieroDa Il Fatto Quotidiano.it-  « Ma, oltre a scrivere, ogni tanto vi leggete?» di Marco Travaglio

«Perché, parafrasando un celebre titolo di “Cuore” sul mitico “uomo della strada”, è ora di riconoscere che molte volte anche il mitico “popolo del web” è una bella merda» dixit Travaglio.

E pure noi, che, per dirla col Marchese del Grillo (che forse non è Travaglio, che deve essere almeno almeno barone se non principe di quel casato) non siamo un cazzo, la cosa (è una bella merda) l’avevamo mezza intuita. Dal successo, tra l’altro, dello stesso Fatto Quotidiano. A cui successo per un breve momento tutti noi, sinistrorsi sinistrati e un poco sinistronzi, abbiamo contribuito salutando il vento nuovo fatto d’irriverenza e di spietata controindicazione alla cultura berlusconoide infiltratasi in ogni ganglio della bassa società ed incivile. Lo intuimmo dalla lenta ascesa alla beatificazione dello stesso Travaglio (principe, barone o marchese di cotanto Grillo, del Grillo medesimo (l’imperatore) e degli accodati giornalisti tutti con la bava alla bocca e gli occhi iniettati di sangue (uveite primordiale epidemica): stessi metodi spicci e sbrigativi dell’ancien regime; stesse liquidatorie scorciatoie per arrivare, al roso fegato e alla travasata bile prima che al cervello di chi assisteva allo sfacelo di una intera classe politica. Stesse mediatiche bastonature a chi, per eccesso di tribolate analisi e complicati pensamenti non si allineava con la sacra Crociata. Ottimo proponimento, non fosse stato che tra gli infiltrati tra le fulgide schiere dei bastonatori dell’orrida casta, stavano i soliti furbetti mediatici tartufi, degni rappresentanti dell’establishment italico, declinanti e declinati, e inclinati anche, al nuovo spirito del tempo. Ottimo intento, non fosse stato che nel ritrarsi puri e duri non avessero catalizzato in quel fango creativo tutti i biechi rancori, tutti i livori, tutti i cultori dell’affanculismo più becero e spietato. Internet? Oh sì. Dove ci stanno questi (i buoni, belli, bravi ed odorati) e quelli (i puzzoni, rancorosi, frustrati ed odiatori per diletto e/o professione).

Ora, da una parte l’aedo del grillismo/grullismo prende atto che i “metodi di dibattito”, quando diffusi per l’azzurro cielo, svolazzano e ritornano come per magia ai natii lidi. Dall’altra il guru aureolato tutto proiettato alla mistica del web e alla democrazia che da questo traeva legittimazione e imprimatur, di fronte alle prime scosse di coscienza e alla banale constatazione di come le cose conservino una loro intrinseca bellezza fatta di complessa profondità, s’indispettisce e conciona malamente e censura e indirizza bolle d’anatema…

Ma dai?

Le tasche piene (e rotte) di Nanni

Da La Repubblica.it – Nanni Moretti, il cinema alla radio. Quel giorno in cui Lynch mi minacciò”

Anche un chissenefrega (come ieri, d’altronde, è un vizio) ci starebbe… Ma ovviamente cogliamo in tutta la sua tipicità la rivelazione morettiana. Però..
Però l’incazzoso talentuoso (il nostro, non il genio folle e stravagante – e in quanto tale anche banale, perché no?- Lynch) tra l’altro finisce (o inizia) con una qualche forma di sonorissima cazzata.

Riporta l’articolo: « ma accusa anche “tutti quelli che scaricano i film dal web, qualunque sia la loro età e il ceto sociale” ». Come dire… che anche certi talenti si conservano e si coltivano il loro oscuro lato di coglioneria piccina picciò: un ARTISTA che tale si ritenga, indipendentemente dai soldini e dai modi con cui trova il modo di remunerarsi con le sue OPERE, dovrebbe più che gioire per il solo fatto che qualcuno brighi in qualsiasi modo per “accedere”  in qualsivoglia modalità a quelle stesse sue OPERE. Sennò… sennò è solo un banale BOTTEGAIO traffichino che si arrabatta per guadagnarsi “tre soldi per il lesso“. Siamo mica nell’800, veh.

Direbbe Lucio Dalla: Nanni, ma sta’ ben su

Aggiornamento 1/03/2012 dovrei adesso correggere con un Lucio Dalla avrebbe detto…  ma fa nulla… resta l’omaggio a una bellissima persona R.I.P 😦

Il riferimento era ad un suo racconto: in Piazza Maggiore a Bologna la mattina prestissimo lui a fare footing e a cadere come un salame su gradini e un netturbino ad osservarlo tra derisione e indifferenza e a dirgli: mo’ tirat ben su..

iTribal

Da IL FOGLIO.it- ANDREA’S VERSION -13 ottobre 2011

E menomale che non coincide con la ricorrenza della scoperta dell’America. Appena appena in ritardo. Con l’eventualità sperabile che vi sia un doloroso fardello di autoironia nella sfilza di scempiaggini elencate dall’intelligentissimo fogliante (o foglista). Uno sguardo di disapprovante severità che lo colpisca allo specchio al mattino: aver per lustri (decenni, ormai) sopportato, peggio, supportato le grandiose schifezze (per limitarsi agli scritti e agli orali, generosamente tralasciando i crudi fatti) perpetrate nel corso di un tempo infame e crudele.

E che si credeva? Che irridendo e sputtanando ogni forma di minimo decente richiamo ad una minima decente esigenza di far prevalere la minima e decente intelligenza nell’ordinario vivere nostro e quotidiano, nel nome – nel caso degli intelligentissimi (già detto? ma va?) ed intrepidi opinionisti de Il Foglio di una superiore altra esigenza, di finissima altra necessità, di altra brillante occorrenza; nel nome – nel caso della populistica destra menefreghista e restante, allineata al corrivo giornaliero elogio della stupidità – di una esibita e vantata ignoranza da celebrarsi in nazionale modello… oh yeahhh

Che si credeva? Che il Paese che traesse un qualche miracolistico beneficio?

Scemi.