Con_tort_art

RaiRadio3 Gli speciali: Buon compleanno Cage

Il problema ( e la peculiarità) dell’arte contemporanea è che a differenza di quella “classica” (che, sgrossando sgrossando, potremmo fare arrivare fino all’informale e alle destrutturazioni varie di stili e forme variamente “comprensibili”) ha sempre bisogno del supporto delle parole, di giustificative “pezze d’appoggio”, di interpretazioni, di studio critico. E ciò vale anche l’arte “classica” ovviamente, ma questa, volendo, si può anche “solamente” e meramente contemplare. Questo non significa negare all’arte contemporanea una sua dignità ed un suo preciso significato all’interno del viaggio dell’umana intelligenza che non vuole e non sa darsi nessun tipo di con_fine. Questo ci dice solo dell’evoluzione del LINGUAGGIO in genere. E della relativa complessità che arriva fino ad una sua affascinante ma irrisolvibile tortuosità. Fino alla negazione della sua prima ragione d’essere: da forma di comunicazione che era, è…

Babele (quando tutto è compreso)

Da Il Sole24Ore.com – Stipendi in Aula, è scontro sui dati-
Dopo i fatti (in senso esistenziale, dopo la morte – più o meno nicciana- dei fatti ) stanno solo le interpretazioni. Non è del tema, infatti, che si possa discutere, essendo il METODO divenuto sostanza prima esso stesso. Saltate le convenzioni linguistiche, semantiche, matematiche, tutto tende a trasformarsi in disputa sulle premesse logiche a cui attenersi per darsi ad un condiviso sistema di pattuite consuetudini. Il DATO essendo esaminato da ogni possibile angolazione. Lo STABILITO essendo posto alla discussione delle varie prospettive. Il DETERMINATO essendo confrontato da tutti i punti di vista secondo le ottiche le più personali.  La REALTÀ essendo osservata dalle infinite soggettività. Esse stesse condizionate da diversità di status, carattere, disposizione d’animo, indole, particolarità  e contrasto conflitto d’individualissimi interessi. Fino alla fine della possibile comprensione tra diversi (e simili e corrispondenti e conformi e omogenei) e dello stesso SENSO di COMUNITÀ. Fino al crollo di una Civiltà. Iniziando da quella Occidentale per diffondersi (nei lustri, decenni, secoli, chi vivrà vedrà) all’intera umanità. Appena ritardato dai mefitici rigurgiti di deleteri INTEGRALISMI di ogni fideistica risma che forse non rappresentano che l’estremo, patetico e tardivo, tentativo di arginare il vuoto di senso che invaderà le anime delle genti del mondo.
Raggiunta la distruttiva (quanto spesso palesemente inconscia è ben evidente) consapevolezza  con l’assoluta padronanza (attraverso il totale compimento del suo evoluzionistico percorso) di quel rudimentale e sgangherato mezzo di comunicazione che è il LINGUAGGIO è al conseguente universale NICHILISMO che fatalmente si approda.
Insomma, l’apice, il culmine evolutivo del linguaggio ovvero le Colonne d’Ercole oltre cui il senso primo della sua funzione (COMUNICARE) cade in un indistinto, incomunicabile, indistinguibile, ineffabile, indicibile brusio che si declina in incomprensibile delirio del singolo soggetto, corrisponde esattamente al suo fatale ANNICHILIMENTO.
Insomma, pluff…