L’Arco di Tonfo.

arco di tronfio

Da Corriere della Sera.it -Berlusconi fa dimettere i suoi ministri-

La rivoluzione non si farà: oggi oltre al campionato di calcio ci sono pure i mondiali di ciclismo e il Moto GP. E sarebbe comunque di una infima minoranza contro altre infime, e nemiche tra loro, minoranze: siamo in perenne guerra di tutti contro tutti, ogni fazione graniticamente ed inconciliabilmente convinta delle proprie ragioni e dello schifezza di quelle altrui. Intanto domani inizieranno le danze macabre dei “mercati” col probabile risultato finale di un commissariamento della “troika” (comunque la si pensi circa l’abbandono di sovranità di una Nazione). Dal declino e dal decadimento di un uomo siamo al decadimento di una nazione e del suo popolo. Naturalmente ogni fazione proporrà la sua ricetta miracolosa: “vincerà” (relativamente) chi meglio interpreterà non i veri bisogni della gente ma le sue (della gente e le proprie) peristalsi. Ne uscirà o una grande scorreggia o una grande cagata. Forse uscita dall’euro. Cioè, nel breve periodo, perdita di valore della “nuova lira, dimezzamento di stipendi e pensioni, povertà diffusa. Forse Grecia o forse Siria. Consola (si fa per dire) almeno il fatto da un simile disastro non si salverà nessuno (salvo i ricconi che potranno espatriare coi loro gruzzoli). Non si salveranno nemmeno i soloni furbi e cinici (ideologhi del peggio, opinionisti fuori dal mondo, masanielli e ras e capipopolo che al di là di rabbie e di livori inconcludenti nulla sanno proporre) che guardano a questo sfacelo con un sopracciglio alzato e smorfia di compiacimento.
Nella scena finale di “Caccia a Ottobre Rosso” i marinai del sommergibile russo, un attimo prima di essere colpiti e affondati dal missile americano si rivolgono al loro comandante con un: – Sei contento, stronzo? Ci hai ammazzati-
Ecco.

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Ri_posarsi

Poi in realtà (ma quale?) non farlo (ma cosa?). Indulgendo nel patetico vano tentativo di una mera sterile continuità. Quando la contiguità si esclude, spostando, nel viaggio oltremare, l’amore che sa di pozzanghere al sole. Riprendersi il piccolo illuso dovere con un sibilo tenue richiamando a sé la piccola folla confusa di molteplici complici “sé “… condivisi… divisi … contusi dal tempo… forse perfino mai conosciuti… Odiando il patetico me stesso di adesso… invidiando bonariamente il colorato entusiasmo dei miei sedicianni … dimenticando il cupo timore di divenire quello che sono… che sarei diventato… che pure non è (non lo è mai fino in fondo…) quello che sono… qui… ora… In fondo è solo accadente perplessità… Con-fusione di ruoli mai definiti… Ah scivolassi per sempre sul muscolo molle con-tratto… Sul bordo di una solitudine scelta dal caso o dai geni … se tali li si può definire… giocando sì… parlando al mio ri-lasciato trito-ritratto… Lontano da qui… a non compiacere… distante… scostante… richiuso… rinchiuso… ringhiante… offrendo le spalle a chi vuol sparare… o sperare… non cambia di molto l’approdo… Ma se fosse un parlare sarebbe un delirio… scrivendo su un piano inclinato si dis-piega un sudario… epigrammi leggeri… distorti… destinati a dissoluzione … da sé… di sé … per sé… per seguir l’aquilone in paterno eterno racconto… magari le pause… le interruzioni… gli stacchi… il ritmo consueto cantilenante… spezzando parole a trovar multisensi… E l’abbandono ai ri-chi-ami… Le ibride connessioni asessuate d’irrisolta dissolta semanticità… Le associazioni di senso interiore ad asporto…(pagando s’intende…) le frasi mozzate… trinciate… Le cadute sillabiche incaute e incomprese… in compresse d’alienazione… pasticche o pastiche di venialità…il sotteso nell’ impassibile forse impossibile inteso… intuibile per intenso tacere… la solitudine dei giocatori di solitari… Ci vuole immaginazione per una proficua masturbazione? E non c’è niente da ca(r)pire… semplice no? nulla sospeso… un fiocchetto… un nastrino… null’altro che nulla… nulla che interessi (semplificati od imposti… seduti in disparte… in posa scomposta… lo sguardo nel vuoto… un idiota sorriso …) un mal-trattato sul nulla… parlando si sarebbe notato? Annottare… per farsi sorprendere da un afoso nebuloso mattino… a beneficio di cosa? Di chi? Per una rincorsa straziata a/da/di comprensione? Uno storpiato innocente delirio? Nemmeno poi tanto profondo …Un orrido di superficie senza gran sensi… di colpa o di dolo… il colpo affondando nel cuore… Per cosa poi? Per essere il poco che comunque si è? Determinato dal caos o dal caso o… da cosa e da chi?

Una sera un uomo e una donna… per lenire un dolore… per cercare un piacere… per rifugiarsi in un dolce tepore…