L’Arco di Tonfo.

arco di tronfio

Da Corriere della Sera.it -Berlusconi fa dimettere i suoi ministri-

La rivoluzione non si farà: oggi oltre al campionato di calcio ci sono pure i mondiali di ciclismo e il Moto GP. E sarebbe comunque di una infima minoranza contro altre infime, e nemiche tra loro, minoranze: siamo in perenne guerra di tutti contro tutti, ogni fazione graniticamente ed inconciliabilmente convinta delle proprie ragioni e dello schifezza di quelle altrui. Intanto domani inizieranno le danze macabre dei “mercati” col probabile risultato finale di un commissariamento della “troika” (comunque la si pensi circa l’abbandono di sovranità di una Nazione). Dal declino e dal decadimento di un uomo siamo al decadimento di una nazione e del suo popolo. Naturalmente ogni fazione proporrà la sua ricetta miracolosa: “vincerà” (relativamente) chi meglio interpreterà non i veri bisogni della gente ma le sue (della gente e le proprie) peristalsi. Ne uscirà o una grande scorreggia o una grande cagata. Forse uscita dall’euro. Cioè, nel breve periodo, perdita di valore della “nuova lira, dimezzamento di stipendi e pensioni, povertà diffusa. Forse Grecia o forse Siria. Consola (si fa per dire) almeno il fatto da un simile disastro non si salverà nessuno (salvo i ricconi che potranno espatriare coi loro gruzzoli). Non si salveranno nemmeno i soloni furbi e cinici (ideologhi del peggio, opinionisti fuori dal mondo, masanielli e ras e capipopolo che al di là di rabbie e di livori inconcludenti nulla sanno proporre) che guardano a questo sfacelo con un sopracciglio alzato e smorfia di compiacimento.
Nella scena finale di “Caccia a Ottobre Rosso” i marinai del sommergibile russo, un attimo prima di essere colpiti e affondati dal missile americano si rivolgono al loro comandante con un: – Sei contento, stronzo? Ci hai ammazzati-
Ecco.

Annunci

Folle folli e fole

igor MorskiDa www.vice.com- COME GRILLO E CASALEGGIO HANNO TRASFORMATO INTERNET IN RETE 4

Che è vero. Che quegli otto milioni abbondanti di voti non si spiegano con le solite trite quattro stronzate fatte di luoghi comuni e leggende metropolitan-internettiane alle quali i cosiddetti analisti della società sono tanto ma tanto da sempre affezionati. Mentre è il solito banale ammuffito noiosissimo problema della democrazia come strumento e modo decisionale: dare voce alla universalità del popolo. Lasciando esprimere la totalità degli elettori, ovviamente. Che sono, tuttavia, nella loro gran parte da sempre votati a votare e a votarsi alla scorciatoie semplificatrici di “pancia”. Basta gettar loro come ai cani gli ossi, pochi temi basilari fondati sul naturale rancore che ogni “semplice cittadino” (fantastica mitologica figura che ogni furfante di questo mondo senza alcuna difficoltà  e senza nessun senso critico, con una estrema facilità identifica con sé stesso) non può non provare verso chi, per ruolo od elezione, si frappone fra lui e “la sua libertà”. E “il suo diritto”.  Libertà e diritto di essere “individuo totale” che in quanto tale non risponde ad una comunità e al mondo che gli sta intorno ma solo ai cazzacci suoi. Nemico suo sarà il vigile che gli appioppa la multa per la macchina in doppia fila; l’impiegata del Comune che gli chiede una sfilza di inutili documenti e che, di là dal vetro, sembra godere delle complicazioni e delle perdite di tempo che inutilmente gli infligge; il parlamentare che dal sacro trono dei suoi evidenti privilegi  pontifica in tv sui sacrifici da sopportare; tutti gli altri che, facenti parte di una qualsivoglia casta (è il mood), impediscono con tasse, sprechi, intrallazzi, interessi personali etc., al normale cittadino… con quel che segue…

Democrazia, dunque, come accesso facile e facilitato e tutto facilone alla complessità. Come è sempre stato da quando ci si affida all’intelligenza e alla consapevolezza delle masse per trovare una direzione da dare al governo delle cose.

Gli è che di quando in quando il tempo che si vive, per vie ordinarie e spesso abbastanza infami, si esprime con una qualche, più o meno pregevole, rottura. Gli è che quello che un tempo non era possibile ad certo momento lo diventa. Il clima di continenza che per anni aveva impedito ai partiti politici (salvo brevi fugaci fiammate) di intraprendere questa via facile (e indecente) al consenso d’un tratto… D’un tratto cade un muro. D’un tratto matura quel s’è seminato in termini di cultura diffusa. D’un tratto viene sdoganata la facile (tele)visione sfrondata dalla fatica di ogni altra elaborazione. Sono sdoganati l’ammicco greve, la risata crassa, la bava dell’urlo rabbioso, gli sputi e gli schiaffi (metaforici o meno). D’un tratto saltano i freni inibitori e quel che non si diceva per minima convenzione se non nei bar sport e nella avvinazzate osterie di paese e nei ritrovi famigliari di nascosto dai bambini, d’un tratto, come per scellerato sortilegio, d’un tratto viene legittimato. La politica ripristina la discriminazione. Tout court. La legittima. Ad uso del popolo. Per biechi e volgarissimi motivi di miserabile consenso. Tutta la volgarità, tutta la trivialità, tutta la bassezza, spesso condite da pura crudeltà travestita da “provocazione”, vengono squadernate e consegnate al popolo a che ne faccia scempio di ogni forma di civile convivenza. Peggio, la stessa civile convivenza finisce nel tritacarne della irrisione per cui ogni riferimento ad essa finisce col cadere nella trita categoria del “buonismo”.

Il cattivismo assurge a modello giustificativo d’ogni rancore. Di chiunque verso chiunque. Senza elaborazione culturale anche l’odio, invece che ad un preciso indirizzo di giustificabile rivolta verso chi veramente lo merita, si proietta in sterile indefinito (ri)sentimento e irrazionalità fine a se stessa. Ogni motivo di ribellione viene attratto nel gorgo dell’inconcludente malanimo. Si fa mormorio plebeo, si fa brusio astioso, si fa chiacchiera triviale.

Indistinto  rifiuto di TUTTO.

Il cerchio si chiude.

Le conseguenze dell’amore (per le armi)

la polpa è la colpa

 

Da La Repubblica.it- Usa, strage di bambini a scuola: 27 morti. Obama: “Ci siamo passati troppe volte“- Magari non è solo (solo) questione di diffusione delle armi, come, molto frettolosamente negano le letture che si ritengono ”complesse” (inclini altresì ad un conformistico cinismo, lato main stream impregnato di ordinario cattivismo…) tenderebbero a darci a intendere, ma sicuramente l’estrema facilità nel potersele procurare contribuisce non poco a quella ”diffusa cultura” intrisa di miti della più profonda (e banalmente vera, nel bene e nel male, nell’amore sdolcinato come nell’odio più spietato, nelle vette e negli abissi) umanità, tra follia e violenza, tra spirito pionieristico e concezione barbara e tribale della vita che è da sempre parte fondante del senso degli americani per la vita.

Se siamo, come pur siamo, animali che traggono la loro realtà eminentemente dai simboli e dai simulacri che la decifrano come tale, la disposizione di un potenziale mezzo di morte, per banale forza di cose, induce il conseguente pensiero di poterlo (quando di non “doverlo”) utilizzare. Fino ad arrivare al, molto consueto, paradosso che proprio da esigenze securitarie portate ad ossessione quelli che sono o sarebbero strumenti di difesa dal male finiscano per divenire essi stessi i principali strumenti del male.

Così…

😦

Si farà la guerra marcondirondera???

Da Corriere della Sera.i t- Di Paola: i supercaccia non si toccano. Tuteliamo investimenti e 10 mila posti

Magari un parco EOLICO o FOTOVOLTAICO di pari valore produrrebbe maggiori e MIGLIORI posti di lavoro. E sarebbe meglio e prima AMMORTIZZATO. Se mai un cacciabombardiere o una portaerei possano mai essere in un qualche modo ammortizzati se non bombardando e trasportando truppe e cacciabombardieri esclusivamente atti a bombardare. E sarebbe strategicamente provvidenziale e vantaggioso: ridurrebbe di gran lunga la nostra dipendenza da altre fonti importate ad alto costo. E toglierebbe argomenti (peraltro ragionevoli) circa la ancora bassa produttività di tali fonti energetiche: in sostituzione di sistemi d’arma, tutto (TUTTO) assume la invidiabile caratteristica di ineguagliabile CONVENIENZA, vista la evidente TOTALE mancanza di produttività di strumenti di morte e in assenza di REALI minacce da parte di Stati avversi…

È palese che siamo, irresponsabilmente, dei poveri MATTI.

Scommettiamo che sarà anche un gran casino?

Da Il Sole24Ore.com- « Il grande assente al casinò della finanza » di Guido Rossi

« John Maynard Keynes: “Quando l’economia (…) è ridotta a un casinò vuol dire che le cose non vanno affatto bene.” »

Peggio (A.D. 2012): quando a decidere non è più nemmeno una singola “umana volontà” (che, per le sue cazzate, in un attimo di resipiscenza e/o di panico può pur sempre spararsi un colpo alla tempia e liberarsi e liberarci delle sue nefande attività… ) ma l’anonimo programma di un computer che in pochi millesimi di secondo risponde in automatico secondo la logica per cui è stato congegnato: far più soldi possibili nel minor tempo possibile, con qualsiasi mezzo possibile, a qualsiasi prezzo in termini di buon senso e d’umanità e, infine, di stessa pura e banale logica di auto-sopravvivenza. Una FOLLIA, questo tipo di economia, almeno pari, se non peggiore, alla minaccia nucleare a cui per decenni siamo stati sottoposti.

Il futuro, s’intende nel titolo, ovviamente.

I giochi (e i giocatori anche) sono fatti ( e strafatti)

Da Avvenire.it- Bagnasco: gioco d’azzardo vera emergenza sociale

Quando i vescovi e in particolare il loro capo, ne imbroccano una, conviene rimarcarlo. Tanto rara cosa è: dalle tartufesche contestualizzazioni di bestemmie e blasfeme barzellette al supporto fornito a emeriti gaglioffi di Potere tramite appositi convivi. Tra bertoni e fisichelli e lombardi e viganò e via così tutti, a, a forza di melliflue gran sfregature di viscidissime mani, giostrarsi intorno a questioni più che temporali, tutte grondanti di viscosissimo POTERE… Così come conviene evidenziare il colpevole (giusto trattenersi un attimo da imbarazzanti, troppo qui ricorrenti, superlativi)  SILENZIO di Giovanardi e Gasparri (per dire di due cretini col patentino che hanno una assidua frequentazione di posti come San Patrignano –  come sostenitori e benefattori, che si pensava? – ) di fronte a questa nuova, più che legalizzata, DROGA.

Oh,

Dovunque siamo diretti… è all’inferno che si va

Marylin SilverstoneDa La Repubblica (tramite Rassegna Stampa MEF): Basta operai. Soltanto robot nella fabbrica cinese

Il fatto che quella che dovrebbe essere, in un mondo appena appena toccato dal minimo di razionalità possibile, una buona OTTIMA NOTIZIA (gli operai sostituiti dai robot: liberazione degli uomini da lavoro manuale, abbattimento dei costi, tempo libero, maggior benessere da REDISTRIBUIRE… Wow!) diventa un PROBLEMA di disoccupazione e conseguente maggiore POVERTÀ, non è che l’ennesima dimostrazione che il SISTEMA (capitalistico? oh sì) è intrinsecamente IDIOTA oltre che MARCIO.

Eggià

…fino alla fine del mondo

Da Il Salvagente.it – Spread a 546, anche la Francia sotto attacco. Il rendimento dei Bpt è arrivato al 7,3. Male anche i titoli della Spagna.

Quando tutto sarà andato a catafascio (Italia, Europa, forse mondo) sarà un imperativo per gli espertoni provare a dimostrare chi è che ci vince (e cosa) quando tutti perdono. E se quello che risulta è che generalmente si starà peggio di quello che si stava prima (risparmiatori – a nome dei quali operano i grandi gruppi finanziari e speculatori – compresi ) non sarà ancora una volta dimostrato che, comunque sia, è il SISTEMA ad essere intrinsecamente IDIOTA?

E CRIMINALE anche.