Junghiano…

Da Corriere della Sera.it- «Guarda la tua isola». Strage per un gioco
Junghiano prima che metaforico. Tutto torna. Dai titoli ai parallelismi: danteschi sull’Italia senza cocchier in gran tempesta… cronachistici: di appena ieri… di quel ridicolo comandante che portò (per gioco? Per imperdonabile irresponsabile leggerezza?) il suo Paese/la sua nave ad incagliarsi. Ad, infine affondarla.
Junghiano più che metaforico. Quella italica “CONCORDIA” che affonda. Le frottole e il raggiro e l’assenza della verità. La sottovalutazione, il ritardo, la disorganizzazione, il pressapochismo, il menefreghismo, l’abbandono. E la solita splendida umanità della piccola gente. L’oscuro eroismo delle mezze figure, dei piccoli uomini, dei mai considerati, i negletti, gli anonimi di sempre.
Junghiano più che metaforico. L’intreccio delle parole che si offrono a sacrificio della nostra (comunque s’intenda questo indefinito ossessivo possessivo) condivisa REALTÀ. A spiegarla come vela al vento svelata. In distruzione d’anima. Concordia impossibile. Rancori e lamentosi brusii. Il freddo. L’accoglienza e il tepore. Una coperta, un riparo.
Persi (e il naufragar m’è dolce…?) che siamo in questo splendido… basso (sic) mare…

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