L’invidia e la ministra: solita minestra

Catturafffkk23Da Corriere della Sera.it

@meb (Maria Elena Boschi) «Fare il ministro a 34 anni forse attira invidia, ma invidia e maldicenze non mi fanno paura»

Invidia. Ci mancava l’invidia. Nove volte su dieci, quando si scomoda la presunta invidia di cui si sarebbe vittime, è già partito il delirio, la paranoia, il chimicredodiessere, il modestiaaparte, l’estremo limite della superbia… Insomma… L’invidia come categoria politica l’abbiamo sentita scomodare la prima volta da Berlusconi. Non che, essendo la politica compresa di umana piccolitudine, l’invidia non sia contemplata. Ci sta. Difficile però classificare il desiderare avere il denaro di un ricco come invidia ma, in soldoni,  chi ha mai (a parte qualche povero demente) desiderato “essere” Berlusconi? Resta il fatto che per un potente sia abbastanza indecente, oltre che furbo, ricorrere alla presunta invidia per non essere attaccato in quanto potente. Se si ricorda la “invidia sociale” teorizzata da Berlusconi, che altro era se non un artificio dialettico per svilire la secolare istanza di uguaglianza di quelli che stanno peggio? Ridurla a umano sentimento di invidia equivale a irriderla e a rendere patetica e del tutto priva di dignità politica quella istanza. Si direbbe che questo meschinamente astuto pensiero sia stato del tutto assimilato dal meanstream del pensiero corrente. I grandi cambiamenti da sempre si ottengono (nel bene e nel male) cambiando il lessico corrente. Mutando la cultura di fondo. In questo Renzi è una perfetta continuazione di B. È l’evoluzione (in senso darwiniano ) del Potere. Che lo si apprezzi o meno, questo, obiettivamente è: la continuazione di B. nell’imposizione di un lessico a misura del potere che gestisce. Un esempio? Se chiami un decreto “La Buona Scuola ” chi vi oppone è per la cattiva scuola?

Poi, se nei confronti della Madonna dei Boschi ci stia un’antipatia, una distanza antropologica dal modello fighetto arrogante, impunito, leggermente delirante, inebriato di potere, tipico del renzismo, la signora e tutti i signorini, democristianucci evoluti anzichenò, par suo, dal Matteuccio suo in giù, se ne dovranno pur fare una ragione.

Veh.

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