Oggi. E domani?

Da l’Unità.it Dieci, cento, mille Cossiga » di Leonardo Tondelli

Perché, al di là delle belle avventure e delle corse affannate a cercare un po’ di adrenalinica giovinezza, tra provocazione e fuga, tra rito d’iniziazione (più tribale che no) e genesi di una coscienza politica, tra adolescenziale superbia inscritta in natura e prassi automatica di culto barbarico, tra il genuino tuffo di irruente bellezza e selvaggia, e le furbe e insidiose spirali di un comunque POTERE… Insinuante, lusinghiero, attraente. Neutro POTERE che si dondola piano tra malizia e malignità. Che poi si fa disilluso e spietato POTERE. Nelle sue forme più varie. Passiva ed attiva, già ben comprese. Soggetto od oggetto. Maliziosamente instillato e/o malamente subito. E ruoli confusi. Credendosi AGIRE ed essere, subdolamente, null’altro che AGÌTI. Credendo al rifiuto di un accomodato servaggio e farsene invece e vittime e complici. Fini strumenti nei secoli catalogati. Sempiterni dispositivi di vita banale che vita si fa. Addestramenti. Ammaestramenti. Piccole temporali contratture tra un presente eloquente di speranze e furori e un feroce futuro. In mezzo sta il muro. Di qui un POTERE che vuole e che forse (un forse giammai forsennato se non nella sua mirabile incerta – ma più che certa, di giovanile certezza –  volontà) potrà. Di là un POTERE che deve.

E tu, ragazzo di ora, adulto dove sarai?

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