Ventanni oggi

19 Luglio. Basta e avanza. Per sempre basterà ed avanzerà. Quel pomeriggio lo si apprese da un volantino distribuito nei pressi di una Festa de l’Unità. Faceva caldo. Probabilmente in TV non vi era nulla d’interessante di sport da seguire. Probabilmente non davano il Tour in diretta. Probabilmente avevamo altre beghe o noie o gatte da pelare. La prima sensazione fu di panico: un simile sconquasso appena un mese e mezzo da “Capaci” significava sfida aperta,  una tronfia esibizione di straordinaria potenza, una aperta manifestazione di totale impunità. Succederà lo stesso un anno dopo in occasione degli attentati in simultanea e delle stragi concertate. Con l’attentato a Borsellino si ebbe chiara la sensazione (giustificata o meno) che non si trattava solo di organizzazioni malavitose che sfidavano lo Stato per ottenerne conseguenti comportamenti.  Si percepì un’atmosfera. Una percezione che si andò perfezionando con il completamento delle indagini di mani pulite e successivamente, come detto, con le stragi del 93, coi suicidi eccellenti, con la sensazione di sbandamento e non solo di uno stato di rotta di uno Stato, ma dell’avvitamento in una spirale senza fine di una intera nazione. Quello che avvenne poi… gioiose macchine da guerra, discese in campo, prese del potere… beh ognuno ne trarrà quel che gli parrà.

Ora? Ora nulla e tutto. Come allora, sull’orlo di un baratro, prima esistenzialmente collettivo che economico. Senza nulla aggiungere che… sensazioni, appunto.

Oppure un disegno sconnesso. Forse dei puntini da congiungere. Forse arrivando alle conclusioni sbagliate. Come sempre.
Da qui – “Borsellino scoppiò a piangere e ci disse: ‘Un amico mi ha tradito’”

A qui  – Chi era l’uomo dell’ Agenda Rossa?

A qui – La portiera chiusa dell’auto di Paolo Borsellino

A qui – Agenda rossa: tutte le verità occultate

Senza sapere se quello che ne viene ci porta a qualcosa di specifico e di razionalmente spiegabile…

Così…

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