Serve un maloox, oximor?

Se, come dice Pascal, burlarsi della filosofia è veramente filosofare, burlarsi altrettanto della parola è veramente parlare?

Quello che si tace e che confonde… che dentro a un cuore mentitore deve la propria ricordanza lacerata. Quello che non si rivela che in un pallido riverbero di luce nel mattino. Quello che in un cammino stanco di viandante ritrova il suo passo già perduto,  quando appare alla memoria il suo riposo e la sua morte, solo si consola e ritrova il suo respiro calmo, di colpa e dolo per ritrovare il senso del continuo ininterrotto tradimento. Mentre si porta altrove e si concede all’ultima speranza . Chiude.

Lungo la via che porta al non ritorno stanno le morte foglie calpestate.  Non era autunno… era tarda vigorosa e pure stanca estate … (non è indifferente noncuranza … è passo greve di troppa gravità di un bastardo basto d’impotenza e cecità…).

Soggetto solitario senza oggetto… ( non è involuta sintassi d’una indifferente noncuranza… è spirito dissolto in una in-volontaria ambiguità).

Ma poi… mai credersi viandante. Quando l’orizzonte muta e il tempo varia nelle forme e nei colori e nella luce è semplice giro del mondo intorno al sé che casualmente include un triste patetico buffone . Non credersi il suo sommesso canto che lento alleggerisce il suo intimo-rito stanco e incredulo avanzare. Non credersi nemmeno il suo bastone che nel fango e nella polvere segna il ricordo del suo vagabondare… e dolcemente e pure senza un velo di pietà sposta i sassi dal cuore della triste via consueta al sogno vagheggiato dalla mente che perfida al suo cuore mentirà…

Non credersi nemmeno mai ragione del suo cuore né vana fuga dal suo fuggire invano. Solo si è quel breve incerto inframmezzato passo… Né l’ultimo che forse mai non si comprenderà… Né il primo già riposto nell’abbandono quieto del ricordo… Già, ma di che cosa è fatto e cosa è quell’indolente passo? Esitante volontà? Macabra danza ? Azzardo del destino verso il vuoto? Musica cadenzata a sua paura? Ossessivo ritmo fatto di risentita nullità? Forse moto? Banale accadimento? Frazione di tempo inesplorato? Spaziale spostamento del pensiero? Lieta speranza oppure inconsapevole agonia?

Chi sa?

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